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Fabbri Fabrizio

Atleti

Fabrizio Fabbri
detto "Pelle"

CAT. M/B

I suoi successi

  • Finalista alla Gold Cup. s.a. 1997

  • 6° Classificato al Torneo Nazionale di Guastalla, s.a. 1997

  • Finalista al 10° Torneo Nazionale "Città di Empoli", s.a. 2001

  • Finalista all'11° Torneo Nazionale "Città di Empoli", s.a. 2002


"Pelle"..... ci hai lasciato ma resterai sempre nei nostri cuori.......
Da "La Nazione" del 6 Ottobre 2002

STRONCATO DA UN ICTUS

Una volta staccato dalle macchine che lo tenevano in vita, il suo cuore non voleva saperne di fermarsi. Il battito si è sentito chiaro per almeno venti minuti. Poi, la fine.
Sta tutta qui la storia di Fabrizio Fabbri, 49 anni e un cuore impossibile, tanta la sua generosità e la sua disponibilità verso gli altri. E quanto lui abbia seminato nella sua vita felice, accanto all'inseparabile Antonella, è apparso chiaro da quel che gli
è accaduto attorno durante i due giorni della sua dolorosa agonia. Nel piazzale antistante alla sala di rianimazione del "San Giuseppe" sono stati centinaia gli amici o i semplici conoscenti che si sono dati il cambio per non lasciarlo mai solo, mentre anche i medici assistevano impotenti a quella che ormai era la fine segnata. E forse fin da subito, giovedì notte verso l'una, quando Fabrizio, viste le gare Uefa in tv,  s'era messo un attimo davanti al computer. E' stato in quel momento che un dolore acuto alla testa gli ha tolto quasi subito conoscenza. La moglie terrorizzata ha chiesto subito aiuto ed è così iniziata la disperata corsa al possibile miracolo. Infatti, nonostante già i medici di Empoli temessero il peggio, aveva provveduto il professor Pasquale Mennonna a ridar coraggio a tutti. Visti i risultati della prima TAC pensava di poter fare qualcosa e così un'ambulanza è partita in piena notte alla volta di Firenze. Ma una volta che Fabrizio è arrivato là lo stesso luminare si è accorto di come fosse troppo tardi. Quell'aneurisma, pare congenito, che gli aveva fatto scattare la prima emorragia era stato letale. Raccolto da Pegaso, era tornato in volo al reparto di rianimazione del "San Giuseppe" dove ieri alle 18,00 e poco più è spirato, anche se la morte cerebrale risaliva almeno al mattino senza che nulla
concedesse neppure uno spiraglio di speranza. Accanto a lui sono rimasti tutti gli amici e i compagni di squadra della Coop che nell'ormai lontano campionato '80/'81 aveva vinto il campionato Uisp. Ma quelli che giocavano al calcio insieme erano anche grandi amici nella vita ed erano sempre pronti ad impegnarsi là dove ci fosse stato bisogno. Ecco perchè la morte di Fabrizio lascia un vuoto profondo, insopportabile, angoscioso non solo fra coloro che lo conoscevano e lo amavano,  compresi i colleghi del Gruppo Sigel presso il quale era impiegato, ma in tutta la città, perchè non c'è a Empoli chi non abbia sorriso di una battuta d'i Pelle, come veniva chiamato fin da bambino, quando sulle orme del padre, grande dirigente dell'Empoli, muoveva i primi passi sui campi di calcio. Aveva anche giocato nelle giovanili della Cerretese prima di tuffarsi con tutti gli amici della Coop nell'avventura Uisp. Recentemente aveva scoperto il bowling e anche in questo sport aveva raccolto successi ed amici. Tanti amici. Un'infinità di amici. Che questa mattina andranno a piangerlo all'obitorio dell'ospedale vecchio, da dove nel pomeriggio si snoderà il funerale che lo porterà all'ultima dimora nel cimitero di Santa Maria.
                                                                                                    a.b.
                                                        

 
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